Gli educatori di Campo Gulliver scrivono...

Di seguito alcune considerazioni degli educatori sull'esperienza fatta a Campo Gulliver.

Quanto riportato è veritiero, nomi e dati riservati sono stati rimossi per ottemperare alle norme sulla privacy.

"PERMETTE DI SCOPRIRE UN MONDO NUOVO"

Ciao a tutti, sono Veronica, una ragazza di 21 anni che, per la prima volta quest'anno, ha vissuto l'esperienza dei Campi Gulliver. Il mio percorso scout inizia all'età di nove anni in un gruppo di Genova e ancora continua: faccio parte della comunità capi e presto servizio come capo reparto da due anni.
Ho scoperto il Campo Gulliver tramite una mail inviata alla Co.Ca e quando ho letto la proposta l'ho trovata geniale: coniugava una passione ad un lavoro, ma soprattutto permetteva ai "non scout" (a volte prevenuti) di scoprire un mondo nuovo e un diverso metodo di crescita. Ho deciso di compilare il modulo e sono stata chiamata subito da Sergio per un colloquio di presentazione e approfondimento della loro proposta.
In estate ho partecipato come educatrice a due turni da undici giorni durante i quali ho visto i ragazzi vivere secondo alcuni dei più importanti valori scout e cambiare completamente. Ciò che viene proposto loro non è solo una vacanza all'aria aperta, ma è una vera e propria occasione di crescita. Ogni giorno hanno l'opportunità di imparare moltissime cose, che vanno dal semplice tenere in ordine l'angolo o la tenda, al complicato rapportarsi con i coetanei. Gli obiettivi dei Campi Gulliver non differiscono da quelli dello scoutismo e mirano a rendere il ragazzo autonomo e capace di analizzare e scegliere criticamente ciò che è giusto per lui. Importanti strumenti a nostra disposizione (sia agli scout che ai Campi Gulliver) sono le verifiche quotidiane e la correzione fraterna. Questo metodo di confronto e crescita ha un valore formativo per il ragazzo che spesso non è abituato a pensarsi criticamente.
Le mie due esperienze estive sono state utili per confrontarmi con altri capi scout molto competenti dai quali ho appreso molte cose; i modi di fare erano differenti ma i valori e la passione erano comuni.
Porto a casa molte esperienze arricchenti sia da parte dei ragazzi, sia, e soprattutto, da parte dello staff sempre pronto a giocare il gioco!

Buona strada,
Veronica

"UN'ESPERIENZA CHE CONSIGLIO VIVAMENTE"

Sono Luca e sono un ragazzo di 24 anni. Sono negli scout dal primo anno degli esploratori e, dopo aver vissuto tutta l’esperienza scout, ho deciso di entrare in Comunità Capi: 3 anni nella branca L/C e un anno nella branca E/G.
Da quest’anno ho iniziato a collaborare con il Campo Gulliver partecipando come educatore ad alcune attività con le Scuole e due turni di campi estivi.
Ho avuto il piacere di notare come al Campo Gulliver l’educazione è interamente basata sui principi dell’educazione scout, ovviamente “adattata” ad un’esperienza diversa con i giusti strumenti, ma efficaci per raggiungere gli STESSI obiettivi.

I ragazzi che vi partecipano, infatti, vivono un’avventura unica e tornano a casa arricchiti di tante piccole cose a cui non erano abituati e con delle competenze pratiche che non conoscevano prima.
Per gli educatori si tratta di un’esperienza davvero utile. Mi sono trovato a confrontarmi con altri capi diversi da me, ma con gli stessi valori, gli stessi obiettivi nella testa e nel cuore e sono tornato a casa arricchito di ricordi, affetti e consapevolezze su di me. Infine, ma non meno importante, tengo a sottolineare l’importanza delle competenze che si possono acquisire in svariati campi, che mi hanno permesso di tornare nel mio gruppo scout con delle conoscenze tecniche in più da poter condividere con la Comunità Capi e con i ragazzi nell’unità che seguo... è un’esperienza che consiglio vivamente!
Luca

"SEMPLICEMENTE SCOUT, MERAVIGLIOSAMENTE FATTA BENE"

Ciao!
Sono Alessandro, ho 25 anni e sono scout da quanto ne avevo 8. Da 5 anni a questa parte sono educatore scout, ho iniziato con gli adolescenti EG per poi proseguire con i più piccini nell’ultimo anno.

Ho conosciuto Campo Gulliver lo scorso maggio, una mail per compilare il modulo per collaborazioni come educatore ed ecco che il giorno successivo mi arriva la chiamata di Sergio, durante la quale ci confrontiamo su questo misterioso Campo Gulliver. Mezz’ora abbondante di chiamata al termine della quale avevo capito che al Campo Gulliver non si propone altro che scoutismo, niente di più niente di meno. Era il lavoro che faceva per me!
Più in là scoprii che anche quello che era il “colloquio di lavoro” trasudava scoutismo da ogni dove e che nient’altro era che una bella giornata di formazione! Sicuramente il colloquio più interattivo, divertente, coinvolgente della mia vita… alla cui base, giustamente, c’era l’art.1 della legge scout!

Ponendo il mio onore per meritare fiducia ho preso parte delle staff di educatori a giugno con le scuole, in una gita di 3 giorni, e ad agosto con il campo estivo da 11 giorni. Ho potuto scoprire come al Campo Gulliver si proponga l’Educazione, maiuscolamente scritta perché è proposta in un certo modo: semplicemente scout, meravigliosamente fatta bene.
Agli educatori sono richieste poche cose: di aver passione per il loro ruolo, di divertirsi in quel che fanno, di credere in quel che dicono e di essere delle persone degne dell’articolo 1! Se pensi di essere la persona giusta…non farti perdere questa occasione!

Buona strada
Alessandro

"I VALORI CHE SI PROPONGONO SONO QUELLI SCOUT"

Sono Federica, ragazza di 23 anni e da tre anni faccio parte della comunità capi di un gruppo scout Agesci di Milano. (Inveve come educanda ho fatto tutto il percorso scout). Come formazione capi ho fatto il Campo di formazione metodologica a settembre 2016.

Questa estate è stata la prima esperienza in cui ho collaborato con il Campo Gulliver, per un turno estivo di 11 giorni. Molti valori dello scoutismo vengono riproposti ai ragazzi: come ad esempio la correzione fraterna (tramite verifica quotidiana dell'andamento della giornata precedente), il rispetto per la natura, il rendersi utili ed aiutare gli altri (il sentirsi una comunità), il prendersi un obiettivo per migliorarsi e monitorarsi costantemente (tramite la scelta di un obiettivo che ci si pone assieme all'educatore). I valori che si propongono ai ragazzi sono quindi quelli scout, con una particolare attenzione a migliorarsi nell'autonomia personale, nell'essenzialità con particolare attenzione agli sprechi, nel rispetto come valore guida nell'interazione con gli altri.

Sicuramente si chiede anche ai collaboratori con il campo una riflessione sulla propria condizione da educatore, per arrivare a capire quanto si è coerenti con i valori che si vanno proponendo e quindi quanto si può essere degli esempi significativi e veri agli occhi dei ragazzi. Il valore formativo per gli educatori quindi si evidenzia soprattutto tramite le riflessioni riguardanti le modalità educative con le quali rapportarsi ai ragazzi e le strategie per insegnare loro a ragionare con la propria testa e ad essere delle persone curiose e attente a ciò che accade loro intorno...

Buona Strada
Federica

"HO VISTO IN MANIERA TANGIBILE LA CRESCITA DEI RAGAZZI"

Ogni nuova esperienza che si rispetti porta con sé molte emozioni e se c'è una cosa che ho imparato lungo il mio percorso scout è che bisogna buttarsi perchè da ogni esperienza si può imparare molto.
Ecco, sono tornata a casa dall'esperienza a Campo Gulliver immensamente arricchita, soddisfatta e anche molto stanca (ma una stanchezza positiva e gioiosa). 
Mi sono trovata bene con tutti gli educatori e con la Direzione e ho trovato anche io il modo di rendermi utile, benchè abbia poca esperienza.
Il bello è stato sentirmi accolta e rispettata, due cose un pò latitanti al giorno d'oggi. Serietà e passione hanno contraddistinto i giorni che ho trascorso al campo, ma dato che lo scoutismo è un gioco pieno di allegria, non sono mai mancati i momenti divertenti ed entusiasmanti: stare coi bambini ti permette di preservare il fanciullo che è in te.
E' stato un tassello importante nel mio percorso di studi e di capo scout, tant'è vero che mi ha permesso di chiarirmi le idee e di progettare in maniera diversa il mio futuro tirocinio universitario. 
Consiglio a tutti questa esperienza, perchè permette di vedere quanto può fare il metodo scout; da perfetti sconosciuti si può diventare una famiglia e realizzare quello che si fà in un anno, in una qualsiasi unità. 
Ammetto che fare progressione personale in poco tempo inizialmente mi lasciava titubante, ma mi sono molto ricreduta perchè ho visto in maniera tangibile la crescita dei ragazzi e il loro impegno, forse molto di più di alcuni miei lupetti che hanno un anno d'avanti. Anche l'inserire momenti di tecniche scout in età di branco (come nodi, meteorologia, topografia) l'ho trovato molto utile: spesso si pensa che siano cose da reparto (e lo pensavo anche io), invece adeguate all'età possono dimostrarsi dei buoni strumenti pedagogici.
Ringrazio Campo Gulliver per l'opportunità di crescita che mi ha dato e per aver potuto vedere con quanta passione si porti avanti questo bel progetto.

Buona Caccia
Irene

"MERAVIGLIOSO VEDERE I CAMBIAMENTI NEI RAGAZZI"

Sono Giulia, ho iniziato il mio percorso scout all’età di 12 anni entrando nel reparto di uno dei gruppi della mia città, Ferrara. Il mio cammino è proseguito fino alla Partenza e poi in Comunità Capi dove ho svolto il mio servizio da capo per diversi anni in reparto e l’ultimo anno come maestra dei novizi. Le vicissitudini della vita mi hanno poi portata a Milano dove ho proseguito il mio cammino scout prima come capo reparto poi come capo fuoco...

Ho incontrato Campo Gulliver cercando sul sito del Comune della mia città nella pagina riservata alle ricerche di lavoro e, incuriosita dalla descrizione delle attività e dal metodo educativo, ho inviato il mio curriculum. Poco tempo dopo ho iniziato la mia esperienza a Campo Gulliver... prima con attività dedicate alle scuole epoi con i campi estivi.
E’ stata un’esperienza davvero unica che mi ha permesso di acquisire una maggiore consapevolezza del metodo da utilizzare con i ragazzi; mi ha fatto provare quanto sia importante fare le cose bene pensate al dettaglio e quanto queste attività portino risultati sui ragazzi.
Meraviglioso è stato vedere i cambiamenti nei ragazzi durante e dopo il campo. Qui hanno la possibilità di vivere un’esperienza unica nel suo genere che li porta a socializzare con coetanei, a darsi dei ruoli, ad assumere delle piccole responsabilità e degli impegni che li porteranno a crescere... Sono esperienze sempre più difficili da vivere nella vita quotidiana e credo siano fondamentali per crescere come persone consapevoli nel mondo.
La cosa meravigliosa che Campo Gulliver fa è dare la possibilità a ragazzi non scout di vivere esperienze create seguendo il metodo scout; metodo nato per essere a disposizione di tutti e a cui si ispirano diverse realtà educative al di fuori dello scautismo. In particolare in questa realtà ho avuto la possibilità di toccare con mano l’importanza di fare le cose bene e ho visto la differenza sui ragazzi.
Inoltre l’esperienza a Campo Gulliver ha portato diverse migliorie nel mio modo di fare scautismo, il quale si è arricchito di strumenti nuovi e di una grandissima formazione su diversi temi trattati al campo in modo serio e chiaro; temi che alle volte vengono sottovalutati nel mondo scout ma sui quali è cosa buona essere ben informati e consapevoli.
Consiglio, anzi, consiglio molto l’esperienza in questa realtà a tutti i capi scout che credono e riconoscono nel "metodo" uno strumento valido di educazione e che hanno la volontà di mettersi in gioco... stando alle regole del gioco.
Giulia

"SE NE ESCE CON UNA VISIONE ALLARGATA"

Cara/o capa/o scout,
Sono Giacomo, ex-capo reparto di un gruppo AGESCI in provincia di Milano ed attualmente aiuto capo reparto a Trento.
Vi scrivo perché so che molti di voi, come me, sono studenti universitari sempre in cerca di qualche lavoro estivo per potersi pagare i libri e le birre (non necessariamente in quest’ordine) e quindi potreste essere interessati a ciò che sto per dirvi... L’anno scorso girò tra la mia CoCa un annuncio che diceva pressappoco così:
“AAA cooperativa AZIMUT ONLUS cerca educatori/animatori per minimo 11 giorni Periodo GIUGNO – AGOSTO da inserire nelle staff di Campo Gulliver
Si offre:
• Diverse modalità di assunzione a seconda delle capacità/necessità
• Esperienza professionale educativa (età branco e/o reparto)
• Stages gratuiti di formazione
• Dichiarazione per bonus scolastico
• Buona retribuzione, vitto

Si chiede:
• Disponibilità ad un colloquio a Trezzo sull’Adda – MI
• Coerenza Art. 1 Legge scout (“meritare fiducia”)
• Esperienza educativa scout (Capi di Co.Ca.)
• Attitudine e predisposizione ad interagire con bambini e ragazzi
• Capacità di lavorare in staff
• Disponibilità min.11 giorni (Vedi turni su sito del campo alla voce “documenti”)

Ovviamente di tutto questo annuncio, quello che entrò nella mia testa fu: “soldi, estate, scout” per cui decisi di provare a mandare il curriculum. In brevissimo tempo feci il colloquio ed iniziai a lavorare come educatore, prima in primavera e poi ancora d’estate. Cosa mi venne richiesto? Nient’altro che quello che ho fatto e faccio senza problemi da anni: il capo scout.
Questa cooperativa, nata e fondata da ex capi scout, offre a bambini e ragazzi “visi pallidi” la possibilità di vivere l’esperienza di un campo in pieno stile scout, quindi in versione VdB per i piccoli e campo di reparto per i più grandicelli.
Se state pensando “seeee, non si può fare scoutismo fuori dalle associazioni scout! Cos’è sta roba?!”, vi state sbagliando. Ve lo dico perché è un po’ quello che ho pensato anche io prima di vivermi un campo Gulliver, dove mi sono decisamente ricreduto. La pedagogia scout non è di proprietà di nessuno, è un modo di educare che hanno molte più associazioni di quante penseresti, tra cui la cooperativa Azimut.
La cosa più incredibile è vedere come in 11 giorni di campo è possibile passare valori scout come l’essenzialità, l’altruismo, lo spirito di squadra a ragazzi che non l’hanno mai nemmeno sentita... la parola “scout”.
Indescrivibile è l’emozione nel ricevere lettere dopo il campo, da ragazzi e ragazze che ti ringraziano per quello che hanno vissuto e che  “quest’esperienza non se la dimenticheranno mai”.
Non da meno è la parte che ci si porta a casa anche da educatori scout... quello che diciamo spesso ai ragazzi e alle ragazze ai campi è che la persona che è entrata il primo giorno, non uscirà mai dal campo “uguale a prima”. Lo stesso vale per noi educatori: si entra con una visione dello scoutismo spesso chiusa e rilegata alla propria associazione (o peggio, solo al proprio gruppo) e se ne esce con una visione allargata, una consapevolezza di quanto può fare la pedagogia scout se applicata con metodo e determinazione.
Per questo, se quest’estate stavi pensando di lavorare da qualche parte, io ti consiglio vivamente di provare con i Campi Gulliver... ah, certo, dimenticavo: ai Campi Gulliver si è pagati come educatori, non è volontariato.
È un mestiere complicato quello dell’educatore, noi lo sappiamo bene, e per questo non viene richiesto come volontariato, ma viene giustamente retribuito (il servizio che si fa nel proprio gruppo è già abbastanza “servizio” direi...).
Quindi, per riassumere, dalla mia esperienza ai Campi Gulliver sono tornato arricchito a livello Scout e, non mi vergogno a dirlo, anche con una buona paga per pagarmi libri universitari (e il resto della vita universitaria, che tutti conosciamo…).
Dunque cosa stai aspettando? A questo link puoi trovare il form da compilare per candidarti ad un colloquio, poi si vedrà! www.campogulliver.it/modulo/modulopersonale.asp

Non mi resta che augurarti Buona Caccia, Buon Sentiero e Buona Strada!
E chissà, magari ci si vedrà quest’estate... A presto!

Giacomo, Lepre Tuttofare
"UN'OCCASIONE IMPORTANTE"

Il mio cammino Scout è iniziato all'età di otto anni entrando al primo anno di Lupetti AGESCI ed è continuato fino al Clan terminando con la scelta di prendere la partenza associativa.
Dalla partenza ho svolto per quattro anni il mio servizio nella branca Lupetti e Coccinelle seguendo il campo di formazione metodologica (CFM).
Ai Campi Gulliver ho partecipato come educatrice per cinque anni nei campi estivi e due nelle attività con le scuole.
Quello che mi è piaciuto fin da subito dei campi è la grande formazione che propongono. Pur venendo  da svariati anni di Scautismo, ai Campi Gulliver ho potuto riscontrare una bella sintesi di esso, con l'aggiunta di alcune “migliorie”, come ad esempio punteggio campo e verifica mattutina.
Per me è stata un'esperienza molto utile e formatrice dal punto di vista personale e professionale nei quali ho potuto “toccare con mano” ancora una volta la validità della proposta Scout.
I “Campi Gulliver” sono un'occasione importante in  una società come quella di oggi.
Per un ragazzo vuol dire avere e poter vivere l'opportunità di sperimentare la propria autonomia concretamente. Capire “da solo” cosa vuol dire crescere. Si possono definire campi avventurosi, stimolanti, creativi ma soprattutto sono campi che possono rilevarsi “scomodi” poiché è il ragazzo stesso che viene chiamato in prima persona a impegnarsi, a cui viene chiesto di scomodarsi dandosi da fare, divertendosi certamente, poiché tutto è inserito in “un gioco”... ma le esperienze e le “prove” che gli vengono proposte e fatte vivere sono reali, formatrici ed educative allo stesso tempo.
I Campi Gulliver aiutano a percepire maggiormente il senso del tempo, dell'amicizia, dell'essenzialità e del proprio onore rispetto alla parola data. Sono campi ove i ragazzi, di qualsiasi età essi siano, vengono spronati a crescere e ad avere un senso critico e non semplicemente... intrattenuti.

"MOMENTI DI STAFF VISSUTI IN CLIMA SERENO, MA SERIO"

Sono anni che lavoro con Azimut e, dopo aver iniziato con un campo estivo e proseguito con l'attività con le scuole durante l'anno, mi sono reso conto di quanto questa partecipazione mi sia servita e mi stia servendo (la formazione non finisce mai!) per crescere come educatore, e in fondo come persona.
Sotto tanti punti di vista: in primis, quella parola per me tanto difficile, Obbedire, cioè il seguire indicazioni altrui fidandosi, a cui normalmente nelle nostre attività in unità nei gruppi scout non dobbiamo sottostare perché i tempi e le proposte le gestiamo noi. Ecco, ciò che ho appreso è che, spinto a seguire indicazioni non venute da me, mi sono trovato ad educarmi a una maggior attenzione ai dettagli, a sfumature a cui io non avrei dato peso, e ciò ha ampliato la mia visione su molti aspetti dell'animazione e dell'educazione; poi, l'allenamento nel provare a fare diversamente mi ha molto aiutato a sperimentare cose nuove, a confrontarmi anche con il mio partner di staff, dimensione fondamentale nel cogestire un gruppo di ragazzi, scoprendo anche un maggior gusto, nel condividere l’onere e l’onore di far divertire imparando orde di marmocchi, e quindi sopportandoli meglio!
I momenti di staff vissuti in clima sereno, ma serio, sono improntati anche a dar sicurezza sul cosa fare il giorno successivo e sul come farlo; e da capo di branca L/C ed R/S, quante tecniche ho imparato in questi anni?!
Nonostante non abbia più il cervello spugna da ragazzino, ho incamerato tante competenze (e nozioni di naturalismo!) che mai avrei pensato!
E poi lo stare a contatto con la natura! Volete mettere lavorare coi ragazzi in città, o in una struttura fatta di mattoni e cemento, piuttosto che farlo immersi nel bosco o nei prati nella cornice della Val Taleggio?! Non c’è partita!
Tutto questo lo consiglio vivamente ai giovani capi perché, da formatore in associazione (ruolo che mi sono trovato a ricoprire negli ultimi anni) mi sono reso conto che provare un ambiente diverso dai nostri gruppi in cui sperimentare le nostre competenze metodologiche, ma soprattutto le nostre convinzioni pedagogiche, sia fondamentale per crescere come educatore consapevole del metodo che si utilizza, non semplicemente perché si è visto agire in un modo, ma perché si è scelto di educare così. D’altronde, la parola “Scelta” è al centro del nostro servizio, no?
Buona strada
Mattia

"UNA MARCIA IN PIU' COME CAPI"

Sono Letizia e attualmente sono capo reparto in un gruppo scout di Brescia, ma per 3 anni ho svolto il mio servizio come capo branco e ho un CFM (campo formativo metodologico) L/C.
Nel marzo dell’anno scorso sono entrata in contatto con i Campi Gulliver e ho voluto provare questa nuova esperienza.
Fin dal primo colloquio ho potuto capire che questa nuova avventura avrebbe potuto farmi crescere come capo, e quindi ad essere più io a ricevere che a dare; questa sensazione si è rafforzata con il week-end formativo previsto dalla direzione e infine dai campi a cui ho partecipato.
Inizialmente, come è naturale che sia, avevo dei dubbi su come il metodo scout, che come avevo sempre pensato ha bisogno di costanza e di tempo per educare all’uomo e alla donna della partenza, potesse essere racchiuso in undici giorni, se non meno per le scuole; il week-end formativo mi è servito per sciogliere alcuni dubbi e vedere il metodo da un altro punto di vista, attraverso i quattro campi con le scuole e il campo estivo ho potuto riflettere ancora meglio su questa nuova proposta di educare con il metodo scout e ad oggi posso affermare che i Campi Gulliver fanno scoutismo.
Durante le attività, sia con le scuole che nei campi estivi, ai ragazzi viene proposto di vivere con essenzialità e condivisione la vita al campo. Accurata la scelta dell’ambientazione e come essa viene continuata nei giorni di campo aiutando i ragazzi, e soprattutto i bambini, a mettersi in gioco con naturalezza. I primi giorni di campo si viene a formare la comunità, che si da una legge (alla base di essa c’è la legge scout) e davanti ad essa fa una promessa; ognuno dei ragazzi/bambini ogni giorno verifica la propria progressione personale e quella della comunità basandosi sulla legge che ci si è data e come è stata rispettata nelle attività del giorno precedente (qui entra il tema della auto e co-educazione); le attività sono basate sulle competenze scout adattate alle fasce d’età. Ogni sera la staff verifica la giornata e attraverso la condivisione e l’esperienza dei capi campo (la direzione dei Campi Gulliver) si trovano gli strumenti migliori per educare i ragazzi/bambini affidati. I Campi Gulliver danno ai partecipanti degli ottimi strumenti scoutistici per la crescita personale, sia di progressione di crescita che di conoscenze, da poter portare con sé nella vita di tutti i giorni. Anche agli educatori viene fornito un bagaglio di esperienze non di poco conto, infatti oltre a dare uno spunto di riflessione su come “fare staff” per i nostri ragazzi e di come metterli al centro delle nostre attività, da anche una serie di nuove competenze, o rafforzamento di quelle già in possesso, che poi ci danno una marcia in più come capi.

"LEZIONI DI OTTIMISMO"

Sono partito come sempre zaino in spalla e con la testa piena di pensieri, sono tornato sollevato e felice perché le opportunità possono nascere davvero per caso.
Ormai sono passati un bel po’ di anni dalla mia prima esperienza al campo, ma non dimentico da dove sono partito.
Mi chiamo Giacomo e attualmente sono Capo Gruppo in una cittadina pugliese nel territorio dei trulli e del famoso capocollo. Ho iniziato la mia avventura scout nel 1997, un lupetto un po’ introverso e con poca stima nelle proprie capacità. Nel reparto poi i primi veri problemi con i più grandi. Mi piacevano troppo la tecnica, i nodi, le costruzioni, ma un clima di nonnismo bello spinto non era proprio sopportabile per me. Purtroppo al terzo anno di reparto ho deciso di mollare, pensando che la mia avventura scout finisse li. Sono passati davvero pochi anni e una mattina un capo del mio gruppo mi si avvicinò. Mi chiese di passare qualche volta dalla sede, senza impegno, ed io, scettico, gli dissi che ormai la mia vita era cambiata e che i miei impegni non mi avrebbero mai permesso di riprendere gli scout. Vi dico solo che dopo tre settimane era stata organizzata dal Clan per me una cerimonia per il rinnovo della mia promessa.
Lezione numero 1: Mai è una parola da usare in piccole dosi

Vivere il Clan negli ultimi anni del liceo e nei primi anni di università è una bella sfida. Soprattutto se poi magari si prova a guadagnarsi un po’ di autonomia economica in una terra arida di occasioni. Sempre lo stesso capo che mi ha rovinato per sempre ritrascinandomi in associazione, mi disse che mi avrebbe inoltrato una mail. Era una buona occasione per lavorare divertendosi e facendo lo scout. Si ok, dov’è il trucco?
Compilai la mia bella letterina e la telefonata non tardò ad arrivare. Lucia mi chiedeva di partecipare agli eventi su a Trezzo dove avrei potuto conoscere meglio il mondo di Campo Gulliver. Ma io non potevo partire. Fine del sogno. Mi sa che anche nell’estate 2009 mi toccava andare a lavorare come manovale in cantiere. E invece no! A metà luglio, Lucia mi richiama e da lì parte una catena di eventi rapidissima che mi portano a vivere un turno e mezzo al campo.
Lezione numero 2: Non smettere di sognare


Solo due persone per gestire una ventina di ragazzi!?! E molte delle cose richieste neppure le sapevo fare! Venivo da una esperienza di servizio in uno staff di 8 persone tra rover, scolte e capi. Stesso numero di ragazzini da gestire, un quarto dei responsabili. E dovevo fare io il capo! Con una persona appena conosciuta! Li la svolta: la consapevolezza che dopo tanti anni di scoutismo hai una impostazione mentale che ti permette di entrare in sintonia con chi ti è accanto dopo poche ore, che il Gulliver è un campo, che al Gulliver si è scout e io scout lo sono.
La capacità di adattamento, l’imparare facendo, il progettare, realizzare, verificarsi. Nel giro di pochi giorni ho preso consapevolezza di quello che potevo fare, il sostegno reciproco la chiave di tutto. Negli anni il mio carattere è cambiato, certamente la consapevolezza di cosa sono in grado di fare è mutata radicalmente e credo che il Campo Gulliver ha fatto molto per me. Quello che non è cambiato è il mio approccio alle situazioni, silenzioso osservatore all’inizio per poi trasformarmi in una fonte inesauribile di disponibilità e voglia di fare. Il mio punto di forza è la voglia di sperimentarmi, se una cosa non la so fare, come si dice dalle mia parti “butto le mani” e provo e riprovo fino a quando non ci riesco.
Lezione numero 3: “butta le mani”, se una cosa non la sai fare, imparala facendola.

Quello che colpisce è la maniacale organizzazione di base. La chiave del successo è tutta li. Tutto è impostato affinché i ragazzi ne possano ricavare il massimo beneficio. Una crescita a 360° in tutti gli ambiti possibili ed immaginabili. Ma per essere efficaci educatori bisogna essere formati. Il campo è questo. Il complesso delle attività e l’incontro di persone diverse porta un reciproco arricchimento. Sono certo che nessuno, qualunque sia il titolo col quale abbia partecipato al campo, possa affermare di non esserne uscito cambiato. Sognare… realizzare. Questo è il Gulliver. Ci sono tornato anche l’anno successivo a vivere questa avventura. Due turni e l’onore di essere chiamato Giacomeddu. Sono tornato a casa sempre carico. E tornano carichi anche i ragazzi affidatici. Tornano da educandi al campo, tornano in futuro da educatori. Il Gulliver “impregna” di valori. È per questo che l’avventura continua incessante. E mi piace pensare che anche nel mio gruppo scout ci sia un pochino di Gulliver.
Buona strada e buona vita.

"UN AMBIENTE SERENO E TANTA VOGLIA DI FARE"

Sono Cesare, capo AGESCI da quasi 15 anni. Da cinque anni sto collaborando con Campo Gulliver in Val Taleggio.
Qui ho trovato un ambiente sereno e tanta voglia di fare, con la prospettiva di fare bene per gli altri “ospiti”.
La proposta educativa del campo è basata sul metodo scout e porta particolare attenzione a cercare la modalità giusta per ogni ragazzo che frequenta il campo nel evidenziare i valori essenziali della vita, dando una grande opportunità di crescita... Le attività che si svolgono possono essere rivolte a scolaresche con permanenza al campo da uno a più
giorni, dove si fa un esperienza mirata a vivere in gruppo imparando facendo, cercando di darsi alcune regole per armonizzare la convivenza e mettersi in gioco... giocando ma cercando di trovare qualche momento per fermarsi a riflettere su quanto fatto e sul perché è stato fatto.
Nel periodo estivo invece, le attività sono rappresentate da campi di 11 giorni dove ogni ragazzo vive con
estrema intensità la proposta che viene organizzata e svolta alzando il "profilo" rispetto alle attività scolastiche di breve durata. All’inizio ero titubante nel capire come un ragazzo pochi giorni potesse calarsi nel “mondo scout”, ma con positiva sorpresa ho visto che questo è possibile e funziona bene. Ancora di più durante i turni dei campi estivi!
Le attività sono pianificate in dettaglio dai capi campo e dagli educatori che, mettendosi in gioco in prima
persona, danno questa grande occasione formativa ai ragazzi, ma ricevendo anch'essi in ambito formativo, grazie alla competenza e capacità dei capi campo.
Durante l’anno sono organizzati uno o più corsi di formazione per capi dove ci si confronta e si approfondisce il metodo educativo del campo, le intuizioni scout da cui nasce, e il perché lo si applica.
Anche durante le attività con i ragazzi si ricava sempre un momento dove i capi si confrontano rivedendo la giornata e la proposta fatta, verificandola e ponendosi obiettivi educativi, pianificando anche le attività del giorno successivo, ma tenendo sempre in considerazione i ragazzi seguiti in quel momento e i valori di riferiemento.
Campo Gulliver è una proposta valida che da la possibilità di vivere un'esperienza scout forte e ben strutturata anche a ragazzi che non sono iscritti in un gruppo scout... Un fraterno saluto.

"BASATO SULLE PIU' PURE ESPERIENZE SCOUT"

Cari amici, mi chiamo Daria e la mia esperienza scout è iniziata da piccolina, quando sono entrata a far parte delle Coccinelle, in un gruppo di Roma appartenente alla F.S.E. Ho intrapreso e seguito tutto il percorso, con alti e bassi dell'adolescenza, fino a divenire Capo Reparto, con relativi campi di formazione, ed ad aprire un secondo nuovo reparto nello stesso gruppo. Ho scelto poi di passare il testimone per proseguire sulla mia strada lavorativa.

Ho conosciuto il Campo Gulliver nel 2010 mentre cercavo un lavoro estivo sullo stile scout, e in quell'occasione mi è stata data l'opportunità di vivere questa esperienza per la prima volta, dopo un colloquio conoscitivo con i responsabili del campo. Per il primo turno di campo sono stata affiancata da un educatore “veterano” che mi ha dato modo di apprendere quelle che erano le routine e i valori del Campo e insieme di gestire il nostro gruppo di bambini. Dopo questa prima entusiasmante esperienza ho proseguito questa collaborazione per quattro anni e per più turni dove mi era possibile, e recentemente anche in ambito formazione dei nuovi educatori e sponsorizzazione dei campi. Ogni anno ed ad ogni turno avevo modo di sperimentare e far sperimentare appieno i valori proposti dal Campo, basati sulle più pure esperienze scout, come il vivere la legge e prendere l'impegno (Promessa), anche se in tempi ridotti. A fine campo mi è capitato spessissimo di sentire bambini e ragazzi che volevano a tutti i costi tornare e che tornavano a casa “diversi”, più cresciuti. Bambini che ho poi veramente visto tornare assiduamente per vivere tutte le fasi del campo, fino a ritrovarli a proporsi come educatori. A Campo Gulliver si sperimentano tutte le esperienze di vita scout, non solo i momenti importanti ma soprattutto le esperienze pratiche di vita all'aria aperta.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la presenza degli educatori, che sono i primi a proporsi, un po' come ho fatto io e che sono formati per tempo proprio su quelli che sono i valori e le consuetudini del campo durante gli incontri di formazione, opportunità in cui si riflette su quello che si sta per fare, come farlo al meglio e le motivazioni per cui farlo.

"UN'ESPERIENZA CHE CONSIGLIO"

Sono Laura, scout Agesci fin da bambina. Negli ultimi anni sono stata Bagheera e poi capo-fuoco a Lodi. Ho scoperto il Campo Gulliver quasi per caso due estati fa ed è stata un'esperienza indimenticabile.
Negli anni precedenti avevo lavorato in centri estivi per ragazzi, incontrando però spesso una profonda diversità, in termini di valori e di metodi educativi, rispetto a ciò a cui ero abituata nel mondo scout. Qui, invece, non mi è parso vero di avere la possibilità di far vivere la semplicità, l'essenzialità, il gusto per il gioco e per l'ambientazione fantastica, la bellezza dell'avventura, del lavoro manuale, del lasciare da parte gli smartphone... a tanti bambini che scout non sono e che forse al nostro mondo non si sono ancora mai avvicinati.
Come tutte le esperienze che da scout viviamo al di fuori del nostro gruppo di appartenenza, confrontandoci con altri capi, l'estate da educatrice al Campo Gulliver mi ha arricchito enormemente e mi ha offerto nuova linfa e nuovi stimoli.
E' un'esperienza che consiglio a tutti i capi che sentono il bisogno di portare lo scoutismo anche "al di fuori" del mondo in cui tradizionalmente si vive: dato che faccio l'insegnante, io ho suggerito il Campo Gulliver come meta per le gite persino alla mia scuola!

"UN CAMPO CHE LASCIA IL SEGNO"

Sono Valentina, ho 23 anni, sono maestra e capo scout in reparto con i ragazzi adolescenti.
Collaboro con Campo Gulliver dallo scorso anno quando, dopo gli stage di formazione pedagogici e tecnici, ho preso parte a diverse giornate con le scuole e ai campi estivi nei mesi di Luglio e Agosto.
Il Campo Gulliver per me è stata l’occasione di unire le mie passioni, la scuola, l’educazione e lo scoutismo, in un unico luogo, pedagogicamente molto valido e attento ai bisogni dei ragazzi di oggi. A Campo Gulliver la pedagogia scout è portata al massimo grazie al lavoro di tanti ragazzi appassionati, di un contesto ricco dal punto di vista della natura che lo ospita e dei materiali che offre e di una famiglia che, con passione e voglia di mettersi in gioco, fa da regista a questa straordinaria esperienza. Nell’anno trascorso al campo ho imparato molto, perché l’esperienza sul campo dà sempre grandi possibilità di apprendere, di mettersi sempre più in gioco a contatto con i bambini e i ragazzi veri, i loro vissuti e bisogni; è un lavoro che richiede un grande impegno, ma che ripaga attraverso i sorrisi dei ragazzi, i loro ringraziamenti per aver vissuto un campo che, per quanto breve, lascia il segno e porta a guardarsi dentro e a scoprire valori che, spesso, nella quotidianità i bambini e i ragazzi purtroppo dimenticano, nella corsa continua tra la scuola, lo studio, lo sport, i compiti…
Il Campo Gulliver quindi, per me, è un’occasione speciale di mettere tutto in pausa e crescere divertendosi, per i bambini, i ragazzi e anche gli educatori, che condividono lo stesso entusiasmo e voglia di stare insieme.

"MI SONO INNAMORATA DI NUOVO DELLO SCOUTISMO"

Mi chiamo Antonella, ho (quasi!) 32 anni e ho partecipato come educatrice alle esperienze di Campo Gulliver nell’estate 2010 e nell’estate 2013, per un totale di quattro turni vissuti all’insegna di questa bella avventura.
Sono stata in un gruppo scout della provincia di Bergamo dal 1995 al 2005 e sono quindi stata lupetta, esploratrice, scolta ed aiuto–capo. A Campo Gulliver ho trovato nuovi amici e mi sono innamorata di nuovo dello scoutismo, che avevo abbandonato da cinque anni. I valori che ho trovato con Gulliver sono infatti quelli dello scoutismo: fratellanza, altruismo, impegno, fatica, gioia di vivere, rispetto, amore per l’ambiente. Al di là della fede religiosa, del credo politico e delle frontiere di ogni tipo. Ho visto parecchi ragazzi e bambini appassionarsi a tale avventura perché davvero al di fuori del comune, diversa dalle solite proposte a cui i ragazzi sono abituati, curata nei minimi dettagli, sicura. Nulla è lasciato al caso e i genitori affidano davvero i loro figli in mani sicure. Ho visto bambini e adolescenti appassionarsi a giochi semplici ma non banali, litigare per chi per primo potesse entrare in rifugi realizzati con rami e foglie, cantare a squarciagola alla luce del falò serale. Insomma… Campo Gulliver è ed è stato apprezzato da chi scout lo era già, ma è stato amato anche da chi non sapeva neppure cosa fosse lo scoutismo. Collaborare con educatori più giovani e più maturi di me è stato bellissimo e umanamente importante: mi sono confrontata con ragazzi e adulti provenienti da tutte le parti di Italia e insieme abbiamo condiviso punti di vista, esperienze e stili di vita. In alcune casi sono nate amicizie che vivono ancora a distanza di tempo. Discutere alla sera in previsione delle attività organizzate per il giorno dopo mi ha permesso di confrontarmi, di ascoltare, di capire, di accogliere e anche di portare avanti con determinazione alcune mie idee. L’esperienza fatta con Campo Gulliver necessita senz’altro di preparazione, serietà e senso di responsabilità perché è importante rendersi conto che i ragazzi ci vengono affidati da famiglie che credono nel progetto educativo scout.
Il sapore della fatica a fine giornata in mezzo al verde e alle montagne è impagabile e merita davvero ogni piccola fatica compiuta durante la giornata...

"MI STUPISCE OGNI ANNO"

Sono Ilaria, sono Psicologa di 28 anni e vengo da un piccolo paese in provincia di Vicenza. Ho 8 anni di esperienza come Capo Scout all’interno dell’AGESCI (3 come Capo Reparto e 5 come Capo Clan e nel contempo sono al sesto anno come Capo Gruppo). Sono quattro anni che partecipo ai Campi Gulliver come educatrice, per un totale di cinque campi estivi, durante i quali per la maggior parte ho seguito i bambini tra 7 e gli 11 anni.
Sono arrivata ai Campi Gulliver che avevo già qualche anno di esperienza come Capo Reparto e avevo già svolto alcuni campi formativi proposti dall’AGESCI, tuttavia trovarti a lavorare con una staff di persone conosciute quello stesso giorno, su un programma elaborato da altri con 25 bambini mai visti prima è una sfida che ti fa crescere e imparare cose su di te e sugli altri che difficilmente sperimenti in altre situazioni. Tutto questo, secondo me, funziona principalmente perché tutte le persone coinvolte sono animate dallo spirito e dai valori dello scoutismo, quindi sono persone che non sono davvero “sconosciute” anche se le conosci per la prima volta quel giorno.
La cosa che in assoluto mi ha stupito di più e mi stupisce ogni anno ai Campi Gulliver è rendermi conto di quanto davvero resti ai bambini e ai ragazzi dei messaggi che cerchiamo di trasmettere loro e della reale crescita che vedo in ciascuno di loro durante tutto il campo. Inizialmente ero molto scettica riguardo all’efficacia educativa di un campo estivo per bambini e ragazzi che, nella maggior parte dei casi, non hanno alle spalle un percorso scout. Invece mi sono dovuta ricredere.
La programmazione precisa, calibrata, dettagliata ma allo stesso tempo adattabile a seconda del gruppo di bambini e ragazzi che ti trovi davanti e flessibile di fronte agli imprevisti, rispecchia fedelmente il metodo scout, i suoi principi, i suoi strumenti, i suoi metodi e i suoi fini.
In maniera del tutto inaspettata riesci a fare Progressione Personale con bambini e ragazzi appena conosciuti, ad incidere realmente nella percezione che hanno di loro stessi, a metterli in discussione, a farli un po' crescere.
Tutto questo unito ad un costante monitoraggio delle staff e delle attività da parte dei Capi Campo e al coinvolgimento dei genitori, sempre attraverso i Capi Campo, fa dei Campi Gulliver una vera e propria esperienza educativa e formativa attraverso la metodologia scout, sia per i bambini e i ragazzi che vi partecipano, sia per gli educatori stessi.
Per quanto mi riguarda, queste esperienze mi hanno fatta sentire ancora di più parte della grande Famiglia degli scout e mi è facile credere che valga lo stesso per molti di quelli che sono passati e passeranno per i Campi Gulliver...

"UN'ONDA DI SPUNTI E INPUT"

Sono Matteo, 26 anni, neo laureato alla facoltà di ingegneria edile-architettura.
La mia avventura scout iniziò nel 1997 da lupetto in un gruppo scout in provincia di Mantova. Da li ho proseguito l’esperienza fino all’ultimo anno di  Clan...
Allontanatomi dal mio gruppo di origine per spaziare con altre attività ed altre realtà di servizio, da quattro anni mi sono riavvicinato al mondo dello scoutismo in qualita di cambusiere in R.O.S.S. nazionali e campi di  reparto.

Nel maggio 2011, mentre cercavo un esperienza estiva/lavorativa, mio padre (membro della Co.Ca. del gruppo) mi inoltrò la proposta arrivata per mail da un campo a Reggetto di Vedeseta: fu cosi che iniziò la mia avventura con Campo Gulliver! Mandai la mia candidatura e dopo tre ore mi risposero interessati, invitandomi allo stage di formazione.
Da quel momento in poi cominciai a frequentare il campo durante i turni estivi. Dapprima mi affiancarono ad un educatrice molto esperta, dalla quale ho colto e "rubato" molte tecniche e soluzioni per gestire un cerchio di persone. Successivamente incontrai molti altri educatori provenienti da tutta ltalia, e da questa mescolanza sono stato investito da un onda di spunti ed input, osservando cose molto belle e cose da migliorare, che mi hanno portato ad una costante crescita come educatore e come persona.
Crescendo nell'esperienza, ho avuto l'opportunità di seguire maggiormente la fascia d’eta 7-11 anni. I primi anni partecipai solamente ad un turno estivo ma poi è aumentata la mia frequentazione del campo... Trovandomi bene, ho iniziato a ritagliarmi sempre più spazio da dedicare a turni estivi, cominciando anche a partecipare all‘esperienza con le scuole in primavera.

Non credo sia un lavoro banale o facile quello dell’educatore. E’ un lavoro di responsabilita, dove è necessario mettere in gioco la propria esperienza, la propria inventiva, la voglia di giocare e divertirsi, autorevolezza e leadership. Richiede anche spirito di sacrificio, ma ho sempre trovato davvero molta soddisfazione nel farlo. E’ un gioco che vale la candela...

A Campo Gulliver si sperimenta il metodo scout con ragazzi che non sono mai entrati in contatto con questa realtà, e non è facile. I bambini che vengono al campo mediamente non sono abituati alla vita all’aperto, né alla vita in gruppo. L’adattarsi a queste condizioni è per loro una scoperta importantissima che li aiuta a crescere. Per loro questo si traduce nel rifarsi il letto alla mattina, sistemare cio che si è messo in disordine, imparare a condividere un ambiente con altri, darsi delle regole di squadra... Per gli educatori significa aiutarli ad essere più autonomi, più essenziali e ad avere rispetto per i propri compagni di avventura.

Se è vero che non si fa scoutismo solamente con l’uniforme addosso, allora credo che l'esperienza educativa di Campo Gulliver sia totalmente affine per valori e modalità ad un esperienza scout.

“SIATE ORDINATI, NON PERDETE MAI LA FANTASIA”

Dopo 11 giorni nel regno di Fantàsia è il momento di tornare nel mondo reale con le tasche e il cuore pieni di quello che abbiamo imparato, scoperto e vissuto, consapevoli di essere un po’ più grandi di quando siamo partiti nonostante le suole delle scarpe si siano tutte consumate.
È il momento in cui ogni bambino uscirà dal mondo di Fantàsia passando dentro un grande libro di legno, proprio come aveva fatto all’inizio dell’avventura, accettando una sfida che oggi colgono solo in pochi: scegliere di crescere.
Mi chiamo Francesca, ho 23 anni e non ho voluto lasciare il campo prima di essere passata anche io dentro quel libro, perché i primi a crederci siamo noi educatori...

Sono venuta a conoscenza del Campo Gulliver grazie ad una mail arrivata alla mia Co.Ca. e forse per curiosità, o forse perché un SI è sempre meglio di un NO, è iniziata per me quest’avventura che mi ha dato molto e alla quale sento di aver dato tanto.
Lavorare ai Campi Gulliver non è facile. Non è facile educare, è un lavoro di forte responsabilità, ma per fortuna in quest’impresa non siamo soli.
Abbiamo gli strumenti e l’occasione per utilizzarli. Strumenti appresi e usati in anni di scoutismo, strumenti che ho scoperto adattarsi perfettamente ad ogni tipo di bambino...
Campo Gulliver propone e usa il metodo scout con bambini e ragazzi che non hanno mai (o non ancora) avuto l’occasione di viverlo. Potremmo definirli dei babbani dello scoutismo!
Penso che l’esperienza che i ragazzi andranno a vivere non sia una vacanza, arrivano da soli e subito viene chiesto loro di mettersi in gioco, di fidarsi di noi e con noi sognare ad occhi aperti. Dopo poco scopriranno cosa significa stare in comunità, aspettare il proprio turno ed essere d’esempio agli altri. Scopriranno sulla loro pelle perché conviene mettere sempre le scarpe al loro posto e che lavare i propri piatti è qualcosa di fattibile...
Tutto questo lo impareranno in un gruppo che cresce insieme, che si interroga su cosa fa bene o meno al gruppo stesso, con il quale giocheranno e nel quale vorranno parlare, aprirsi e confrontarsi.
In questo ambiente, il mio ruolo di educatrice è tutta una crescita, una messa in discussione di tante certezze e una novità continua, in un clima professionale e bene organizzato in cui se ci si diverte e ci si vuole bene tutto è possibile.


"SI SERVE ANCHE SUL POSTO DI LAVORO"

Sono Laura (veneta), classe '84. Sono Scout da 23 anni e come capo ho servito 4 anni in ciascuna branca...
Sono ormai 5 anni che collaboro con Azimut come educatrice a Campo Gulliver e se continuo a tornare un motivo buono c'è: è una sfida continua, un'esperienza che mette in crisi e fa rivalutare le proprie certezze di educatore e fa scoprire nuove energie e risorse. La domanda di fondo durante le staff è sempre la stessa: “Perché?”
Sempre con lo sguardo puntato sui ragazzi che abbiamo di fronte ora e a dove vogliamo condurli. Senza mai accontentarsi dei “...ma penso che così vada bene”, “...non abbiamo tempo per...” e “...ma abbiamo sempre fatto così” che troppo spesso ci tentano.
E i ragazzi pian piano capiscono che hanno un'occasione non solo per divertirsi e fare attività entusiasmanti ma anche per “giocare il gioco” e vivere un'esperienza di comunità e servizio, che può farli davvero crescere. Non penso sia un caso che molti di loro ritornino un'estate dopo l'altra... e per chi non apprezza e saluta rimane comunque un'occasione di uscire dalle proprie abitudini.
Penso (e gli amici più cari confermano) di essere sempre tornata dai Campi Gulliver un po' cresciuta sia come capo (nuove prospettive e competenze) che come persona (gli incontri e la vita di campo lasciano il segno), con il mio caratterino spigoloso un po' più smussato.
Ai capi scout che hanno storto il naso quando raccontavo loro di questa proposta perché secondo loro svaluta il loro servizio, visto che qui si riceve un salario, mi sento di chiedere: chi ha mai detto che non si può servire anche sul posto di lavoro? Qualcuno che forse aveva poco spirito di servizio e tante scuse pronte. Ricevere uno stipendio per fare ciò che si ama e che, coincidenza, può fare del bene anche agli altri... ma cosa vuoi di più?

"UN'OCCASIONE DI CRESCITA"

Sono Antonio, sono al mio ultimo anno di clan (e vengo dalla provincia di Napoli!). Sono venuto a conoscenza di Campo Gulliver grazie ai miei capi che a riunione mi hanno mostrato una lettera di un campo estivo sulle Alpi che cercava scout come educatori. All'inizio ero scettico, sia per la lontananza sia perché si trattava della mia prima esperienza lavorativa: ma nel dubbio mi sono detto "Perché no, tanto non mi costa nulla provare".
Così ho deciso di iniziare questa avventura e ormai sono due anni che in estate lavoro al campo, seguendo sia il gruppo dei bambini sia il gruppo degli adolescenti. È stata una vittoria personale riuscire a portare avanti un branco di lupetti e un reparto quando pensavo che non ne sarei mai stato capace!
La cosa più bella di Campo Gulliver sta nel fatto che si propone lo scoutismo a ragazzi che fino al giorno prima non ne sapevano nulla e che magari si aspettavano un campo estivo come gli altri. Con impegno quotidiano si cerca di lasciare loro qualcosa, di insegnare loro a ragionare con la propria testa e a vedere il mondo con occhi diversi. Il campo non è semplicemente 11 giorni passati lontano da mamma e papà, ma è un'occasione di crescita, sia per il ragazzo che per l'educatore.

"UNA VALIDA PROPOSTA EDUCATIVA"

Mi chiamo Claudia, capo scout in un gruppo della provincia di Cremona, prima in reparto, poi nei lupi e ora, per gestione famigliare, sono uscita dal gruppo.
Sono insegnante fascia di età 0 - 6 anni ed educatore socio-culturale in corso di studi, da tre anni collaboro con Campo Gulliver nel periodo estivo. La proposta educativa che vi si propone è molto valida e interessante.
Tale proposta si avvale della pedagogia e metodologia scout.
Centro di tutto rimangono i ragazzi i quali, fin dai primi giorni di partecipazione ai campi, scelgono in cogestione le regole, basandosi sui tre criteri di COMPETENZA nel saper fare, AUTONOMIA nella scelta e nelle decisioni, ESSENZIALITA' nel vivere assieme. Il tutto condito giorno per giorno da una progressione personale che scaturisce da una verifica fatta in democrazia partecipativa.
La stessa democrazia che porta i fanciulli a decidere, tramite elezione, il responsabile di squadra eletto per il suo impegno ad aiutare la squadra con spirito di fratellanza.
Ogni membro della squadra, in modo autonomo e riflessivo, decide responsabilmente di acquisire un compito e di esserne il responsabile.
I fanciulli, una volta decise le regole e tramite una cerimonia, dichiarano davanti a tutti il loro impegno a rispettarle e ad aiutarsi a vicenda nel farlo...
Per 11 giorni bambini, ragazzi e giovani che non hanno mai fatto un cammino scout, vivono questa avventura, inserita in un contesto di ambientazione fantastica per i più piccoli (lupi), di avventura e sperimentazione per gli adolescenti (reparto), di strada e raggiungimento di obiettivi per i più grandi (master o clan).
Questo a sottolineare il fatto che la pedagogia e la metodologia di Baden Powell possono essere applicate anche in contesti educativi differenti da quelli tradizionali e che possono essere altrettanto valide e sempre attuali.

I Campi Gulliver sono un'esperienza che consiglio a chiunque, scout o educatore purchè maggiorenne, che abbia seriamente voglia di porsi in un'ottica di arricchimento professionale sia personale che comunitaria, in un luogo meraviglioso come le Alpi Orbie, nella Val Taleggio ricca di una fauna e flora fantastica con spunti educativi e di avventura molto interessanti. Forza, avanti tutti insieme proviamo a rendere più ricche e fantastiche queste avventure, nel divertimento e nella gioia!
 
Per maggiori informazioni chiama il numero 02 90963339
Campo Gulliver su Eco di Bergamo